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10
luglio

I doni della Siberia: il timo

Un capitolo dedicato a come una modesta pianta di timo abbia attraversato millenni di storia e continui ancora oggi a sorprendere per la ricchezza della sua composizione e delle sue proprietà.

Se esistesse un concorso per eleggere il “Mister Carisma” del mondo delle erbe aromatiche, il timo (Thymus spp.) avrebbe ottime possibilità di vincere il primo premio. Molti lo conoscono fin dall’infanzia e ricordano quel profumo speziato, leggermente dolce e amarognolo, che riempiva la cucina quando veniva aggiunto al tè o alle miscele di erbe utilizzate tradizionalmente durante la stagione fredda. Quello che non tutti sanno è che questa piccola pianta dall’aspetto discreto è un vero protagonista del mondo vegetale.

Quante specie esistono? Dai classici più noti agli endemismi siberiani

Nel mondo si contano circa 400 specie di timo. Alcune crescono formando tappeti bassi e compatti, altre assumono un portamento più cespuglioso. I loro aromi possono ricordare il limone, il cumino o persino le conifere. Tra le specie utilizzate tradizionalmente a scopo officinale, una delle più importanti è il serpillo (Thymus serpyllum), probabilmente il rappresentante più famoso del genere. È la specie maggiormente impiegata nell'erboristeria e nella medicina tradizionale.

Il timo comune (Thymus vulgaris) è invece la specie più conosciuta e utilizzata in cucina come spezia aromatica, pur essendo apprezzato anche per le sue proprietà benefiche. Il timo limonato (Thymus citriodorus), un ibrido naturale, si distingue per il suo delicato profumo agrumato, che lo rende particolarmente apprezzato per aromatizzare tisane e dessert. Molte specie di timo crescono spontaneamente nelle zone pedemontane dell’Altaj e nella parte europea della Russia. Grazie alla loro resistenza e al portamento compatto, vengono inoltre coltivate come piante tappezzanti nei giardini.

I timi della Siberia Accanto alle specie più diffuse, la Siberia ospita anche alcuni endemismi molto interessanti. Tra questi troviamo il timo dello Yenisej (Thymus jenisseensis), diffuso nelle aree steppiche della Siberia meridionale. Il timo dell’Evenkia (Thymus evenkiensis) cresce invece nella Siberia centrale, nelle regioni floristiche del Putorana, della Tunguska e dell’Alto Yenisej mentre nella Siberia orientale è presente nelle regioni floristiche della Lena e del Katanga e in quelle dell’Olenëk e del basso corso della Lena. Il timo di Taliev (Thymus talijevii) prende il nome dal botanico Ivan Taliev ed è presente solo in alcune aree limitate della Siberia.

Nonostante l’interesse botanico e l’unicità di queste specie endemiche, sia la medicina ufficiale sia la tradizione erboristica utilizzano soprattutto il serpillo (Thymus serpyllum), mentre il timo comune viene impiegato più raramente a scopo officinale.

Ritratto di un piccolo eroe dell'erboristeria: il serpillo

Il serpillo (Thymus serpyllum L.) è un piccolo suffrutice perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Immaginate un fitto tappeto verde che si stende sul terreno: i suoi fusti sottili, legnosi alla base, si allargano in tutte le direzioni e tendono a radicare nei punti di contatto con il suolo. Da questi si innalzano i fusti fioriferi, alti appena 5-15 centimetri. Le foglie sono minuscole, lunghe solo 5-10 millimetri, coriacee e con i margini leggermente ripiegati verso il basso. La fioritura avviene tra giugno e agosto, quando la pianta si ricopre di delicati capolini nelle tonalità del lilla e del rosa-violaceo. Ma ciò che rende davvero inconfondibile il serpillo è il suo profumo: intenso e aromatico, con note speziate che ricordano la canfora e la menta.

Dalle profondità della storia

La storia del timo affonda le sue radici nell’antichità più remota. Nell’antico Egitto veniva utilizzato dai sacerdoti durante i processi di imbalsamazione. Il merito era soprattutto del timolo, una delle sostanze presenti nella pianta, oggi nota per le sue spiccate proprietà antisettiche Furono gli antichi Greci a dare alla pianta il nome Thymon, termine associato alla forza d’animo e al coraggio. Il timo veniva bruciato nei templi dedicati ad Afrodite e si credeva che il suo aroma restituisse vigore e determinazione ai guerrieri. Nella tradizione russa, invece, il timo era conosciuto come erba della Madre di Dio. Nel giorno dell'Assunzione veniva portato in chiesa e i suoi rametti essiccati erano spesso appesi nelle abitazioni come simbolo di protezione.

La sua composizione: perché è così apprezzato?

La principale ricchezza del timo è rappresentata dall’olio essenziale, responsabile del suo aroma caratteristico e di gran parte delle sue proprietà. Tra i suoi componenti più importanti troviamo il timolo, una sostanza naturale nota per la sua attività nei confronti di numerosi microrganismi. Accanto ad esso agisce il carvacrolo, anch’esso studiato per le sue proprietà antimicrobiche. Sono inoltre presenti borneolo e cineolo, composti che contribuiscono alle tradizionali applicazioni del timo a sostegno delle vie respiratorie.

Ma il timo non è soltanto olio essenziale. Nelle foglie e nei fusti del timo sono presenti tannini (dalle proprietà astringenti e cicatrizzanti), flavonoidi (potenti antiossidanti), sostanze amare (che stimolano l'appetito e favoriscono la digestione), oltre a un intero complesso di sali minerali, tra cui zinco, selenio, potassio, calcio e magnesio. La particolarità di questa pianta risiede proprio nell’azione combinata dei suoi numerosi componenti. In natura queste sostanze non agiscono isolatamente, ma formano un sistema complesso in cui ogni elemento contribuisce all’effetto complessivo della pianta, rendendo il timo una delle erbe aromatiche e officinali più apprezzate da secoli.

Proprietà benefiche per la salute

Lo spettro delle proprietà terapeutiche del timo è sorprendentemente ampio:

1. Supporto per il sistema respiratorio
Il timo fluidifica il muco e stimola l’attività delle ciglia dell’epitelio bronchiale, favorendo l’eliminazione delle secrezioni. Aiuta efficacemente in caso di tosse, bronchite e processi infiammatori delle vie respiratorie.

2. Azione antimicrobica (antisettica)
Il timolo contenuto nella pianta esercita un’azione sfavorevole sui batteri patogeni presenti sulle mucose, motivo per cui viene spesso utilizzato in caso di disturbi del cavo orale e del rinofaringe. Risulta particolarmente efficace in caso di mal di gola e stomatite. I risciacqui con infuso di timo sono tradizionalmente utilizzati in caso di tonsillite e gengivite.

3. Favorisce la digestione
Il timo è un prezioso alleato dello stomaco pigro. Stimola la produzione dei succhi digestivi, allevia gli spasmi e contribuisce a contrastare la flora patogena intestinale. In caso di eccessi alimentari o meteorismo, una tisana al timo può aiutare a ritrovare il benessere digestivo.

4. Rafforza il sistema immunitario
Le foglie della pianta contengono una quantità significativa di vitamina C, che svolge un ruolo fondamentale nel sostegno delle difese dell’organismo.

5. Aiuta a prevenire l’anemia
Il timo è ricco di ferro, un oligoelemento essenziale per la sintesi dei globuli rossi.

6. Un delicato aiuto per il rilassamento
L’aroma del timo ha un effetto calmante, aiuta a ridurre la tensione e può favorire il sonno.

7. Contributo alla prevenzione del diabete di tipo 2
Alcuni studi suggeriscono che il timo possa contribuire ad aumentare la sensibilità dei tessuti all’insulina. In altre parole, le cellule diventano più capaci di “percepire” il segnale dell’insulina e di assorbire il glucosio dal sangue in modo più efficiente.


Il timo è presente nei seguenti prodotti Siberian Wellness:

Siberian Wellness. Balsamo da massaggio, 280 ml (estratto di timo).

Integratore alimentare Renaissance Triple Set. Formula 3, 60 capsule (estratto di timo).

Integratore alimentare Renaissance Triple Set, 180 capsule (estratto di timo).

Chi avrebbe detto che una pianta comune come il timo potesse vantare tante proprietà interessanti?

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