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14
agosto

I doni della Siberia: la bergenia

Un capitolo dedicato a come un autentico gigante della Siberia condivida generosamente la sua forza con chi ne conosce e rispetta i segreti.

Delle erbe siberiane si potrebbe parlare all’infinito e oggi ci soffermiamo su una delle piante più imponenti e caratteristiche di questi territori: la bergenia a foglie spesse (Bergenia crassifolia). Non si tratta semplicemente di un’erba, ma di un vero simbolo di resistenza, capace di impreziosire i severi paesaggi montani della Siberia.

Per comprenderne il carattere basta immaginare una foresta siberiana in autunno. Gli alberi hanno già perso le foglie, l’erba si è ingiallita e nell’aria si percepisce l’arrivo del freddo. Poi, all’improvviso, tra le sfumature grigie e brune del paesaggio compaiono grandi foglie lucide, che con l'arrivo del freddo si tingono di rosso porpora e viola intenso. È la bergenia: non appassisce, non perde il fogliame durante l'inverno: semplicemente cambia aspetto, continuando a vegetare anche sotto la neve.

Un prodigio tra le rocce

La bergenia a foglie spesse (Bergenia crassifolia) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Saxifragaceae. Le sue foglie sono grandi, largamente ovali e coriacee, con un diametro che può raggiungere i 30-35 centimetri. Crescono riunite in una densa rosetta basale e trascorrono l’inverno sotto la neve mantenendo il loro colore verde, pronte ad accogliere per prime il sole primaverile. Ogni foglia vive per due o tre anni e, nel corso di questo periodo, cambia aspetto più volte. Durante l’estate è di un verde intenso, ma già tra la fine di agosto e l’inizio di settembre le nervature e i margini iniziano ad assumere sfumature rossastre. Poco dopo, l’intera lamina fogliare si colora di porpora, creando scenari spettacolari.

Tra aprile e giugno la bergenia regala un secondo spettacolo: la fioritura. Dal centro della rosetta emerge uno stelo rosa-rossastro alto fino a 60 centimetri, coronato da infiorescenze a corimbo. Su di esso sbocciano piccoli fiori campanulati che possono essere rosa tenue, cremisi brillante o bianchi. Verso la fine dell’estate maturano poi i frutti: capsule secche contenenti numerosi semi neri.

La bergenia a foglie spesse è ampiamente diffusa in Siberia: la si trova nell’Altaj, nei Monti Saiani, nella regione del Bajkal e della Transbajkalia, oltre che nelle montagne della Jacuzia e della Tuva Il suo habitat preferito è la montagna. Cresce su pareti rocciose, ghiaioni, antiche morene glaciali e nelle foreste di conifere. È una pianta estremamente resistente: tollera senza problemi i rigidi inverni siberiani e riesce a svilupparsi anche su terreni poveri e argillosi Un vero specialista degli ambienti più difficili e uno dei primi colonizzatori dei suoli pietrosi.

I segreti del suo nome

Il nome russo della piante, badan ha antiche radici slave e viene tradizionalmente associata al concetto di “armatura”, un riferimento alla robustezza della pianta. Il nome scientifico Bergenia fu attribuito nel 1794 dal botanico tedesco Conrad Moench in onore del medico e botanico Karl August von Bergen. La comunità scientifica, tuttavia, l'aveva conosciuto già qualche decennio prima. Nel 1760 da San Pietroburgo venne inviato a Carlo Linneo un esemplare di una pianta sconosciuta proveniente dalla Siberia. Linneo lo classificò come Saxifraga crassifolia (sassifraga a foglie spesse), nome che rimase in uso per molto tempo. Dopo, quando la pianta fu assegnata a un genere autonomo, prevalse la denominazione proposta da Moench.

In diverse parti del mondo la bergenia ha ricevuto soprannomi curiosi. Nel Regno Unito viene spesso chiamata elephant’s ears, “orecchie d’elefante”, per la forma caratteristica delle sue foglie. In Siberia e nell’Estremo Oriente russo, invece, il suo nome è legato soprattutto alla tradizione del tè. Per secoli le popolazioni locali hanno raccolto e infuso le foglie che avevano trascorso l’inverno sotto la neve, ottenendo una bevanda aromatica conosciuta come tè di Chigir o tè mongolo.

Un vero laboratorio naturale

La principale ricchezza della bergenia è rappresentata dai tannini. Per il loro contenuto, questa pianta è considerata una delle più ricche in assoluto. Nei rizomi la concentrazione di tannini può raggiungere il 15-27%, mentre nelle foglie varia generalmente dal 10 al 23%.

Il secondo componente distintivo è l’arbutina, un composto organico noto per le sue proprietà antisettiche. Nelle foglie della bergenia il contenuto di arbutina può arrivare fino al 22%.

Oltre a queste sostanze, la pianta contiene:

  • l’isocumarina bergenina, glucosio, saccarosio e amido nei rizomi;
  • fitoncidi, vitamina C (acido ascorbico), flavonoidi come rutina e quercetina, acidi fenolici tra cui acido gallico e acido clorogenico, oltre a importanti oligoelementi come manganese, ferro e rame nelle foglie.

La sua forza benefica: proprietà per la salute

Grazie alla sua composizione, la bergenia occupa da secoli un posto importante nella medicina popolare e nelle tradizioni terapeutiche tibetane e cinesi. I preparati ottenuti da questa pianta, generalmente a partire dai rizomi e più raramente dalle foglie, sono tradizionalmente apprezzati per le loro proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche, emostatiche e astringenti.

Ecco come queste proprietà vengono impiegate nella pratica tradizionale.

Per il benessere del cuore e dei vasi sanguigni
La bergenia contribuisce a stabilizzare la pressione arteriosa e a rafforzare le pareti dei capillari e dei vasi sanguigni.

Per il tratto gastrointestinale
Decotti ed estratti di bergenia sono tradizionalmente utilizzati in caso di coliti, enterocoliti non infettive e dissenteria. Le proprietà astringenti aiutano a normalizzare la funzionalità intestinale e a ridurre l’infiammazione delle mucose.

Per il benessere femminile
La bergenia viene utilizzata in caso di mestruazioni abbondanti, soprattutto quando associate a processi infiammatori, fibromi uterini o sanguinamenti successivi al parto o all’interruzione della gravidanza. In alcuni casi trova impiego anche per applicazioni locali.

In odontoiatria
I risciacqui con infuso di bergenia aiutano a ridurre l’infiammazione delle gengive, a rafforzarle e a contrastarne il sanguinamento.

Per ferite e contusioni
Impacchi e compresse preparati con il decotto di bergenia vengono tradizionalmente utilizzati per favorire la guarigione di ferite e ulcere e per accelerare il riassorbimento degli ematomi.

Per il sistema respiratorio
La bergenia è stata utilizzata come supporto nel trattamento tradizionale della tubercolosi, della polmonite, delle infezioni respiratorie acute, della laringite e della pertosse, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e febbrifughe.

E voi avevate mai sentito parlare della bergenia, uno dei più sorprendenti doni della terra siberiana?

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